Wole Soyinka

“The greatest threat to freedom is the absence of criticism.”   

Wole Soyinka è tra i più grandi scrittori dell'Africa contemporanea, drammaturgo, poeta, narratore e saggista Nigeriano di etnia Yuroba. Nato a Abeokuta il 13 luglio 1934, nel 1986 è stato il primo Africano a vincere un premio Nobel per la letteratura.
 Vissuto durante il periodo della colonizzazione, ha avuto una prima formazione nella Personages school e in seguito ha frequentato una scuola di grammatica Inglese. Nel 1954 sviluppò un interesse per la carriera teatrale che lo portò a proseguire i suoi studi in teatro presso l’Università di Leeds in Inghilterra.
Durante la guerra civile del Biafra in Nigeria, ha trascorso ventisei mesi (1967-69) in carcere, per essersi pronunciato contro l'intervento militare e contro la guerra.
In molte delle sue opere infatti, e in particolare in “A Dance of the Forests”, viene spesso fatto riferimento ad un ciclo ricorrente di stupidaggini per ricordare agli Africani il modo disonesto con cui i colonialisti hanno abusato del loro potere.
    Il sogno di Soyinka era quello di vedere un’Africa completamente libera dai colonialisti, dove si può tramandare liberamente la propria cultura. L’autore considera l’occupazione delle terre africane da parte degli occidentali un reato imperdonabile, un crimine contro l’umanità africana paragonabile all’olocausto.
    Questo suo desiderio di rendere l’Africa libera fu il motivo alla base di alcune scelte importanti che fece, come la decisione di arruolarsi nell’organizzazione Universitaria extrascolastica che fornisce una formazione militare ai futuri ufficiali a Leeds nel 1955. Pensava così di riuscire ad acquisire nuove strategie per raggiungere il suo obiettivo fino al 1956 quando venne chiamato per andare a combattere in Egitto nella guerra di Suez. Non volendo combattere contro i suoi Africani ebbe l’idea geniale di rifiutare di partecipare alla guerra sostenendo l’invalidità del giuramento da lui fatto perché fatto in Yuroba (dialetto Nigeriano) e non in Inglese. Questo faceva decadere tutti i suoi obblighi nei confronti delle forze militari Britanniche.
    Soyinka accusa i leader africani di essere stati loro stessi dei colonizzatori dal momento che invece di opporsi allo sfruttamento coloniale, all’annessione, alle discriminazioni razziali di cui erano vittime hanno scelto di sottomettersi ai governanti occidentali.
    L’autore viene criticato perché ritenuto troppo estremista e radicale da molti intellettuali per il modo in cui prevede la liberalizzazione dell’Africa; dall’altro viene elogiato per aver immaginato una nuova Africa. 

Anabell per Arising Africans   

BIBLIOGRAFIA

http://bit.ly/1T4R8BK

http://bit.ly/1HrMuHj

http://bit.ly/1E9gLL8

http://bit.ly/1gb1dAA

http://stanford.io/1UphKA1






aug07

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